Nel cuore della Sicilia, si sviluppa la storia di “Mandorla amara”, un nuovo avvincente caso per la vicequestore Vanina Guarrasi. Tra le acque blu di Catania e Taormina, in una calda mattina di luglio, una tranquilla escursione in gommone si trasforma in un incubo. L’avvocata Maria Giulia De Rosa e i suoi amici incrociano una barca a motore alla deriva. Nessuno la governa. Quando due di loro, incluso il medico legale Adriano Calí, salgono a bordo, trovano otto cadaveri. L’unica cosa da fare è avvisare la loro amica, il vicequestore Vanina Guarrasi, che dovrà affrontare uno dei casi più intricati della sua carriera. Il veleno usato è cianuro, nascosto in una bottiglia di latte di mandorla. Ma chi era il vero obiettivo? Le vittime erano in viaggio verso Salina, dove avrebbe dovuto celebrarsi un matrimonio. La barca, infatti, era stata prestata come dono di nozze da un noto imprenditore dolciario al comandante che la guidava da anni. Ogni dettaglio apre nuove possibilità, troppe per orientarsi facilmente. In questa nuova indagine, Vanina però non è sola: al suo fianco ha la squadra fidata che da sempre la sostiene e, anche se a distanza, il commissario in pensione Biagio Patané. Questa volta, infatti, i suoi preziosi consigli arriveranno solo per telefono, perché si trova a Palermo, accanto alla moglie Angelina, appena operata al cuore. Un giallo appassionante che intreccia delitto, intrighi e relazioni umane, confermando ancora una volta la forza narrativa di una delle protagoniste più amate della letteratura poliziesca contemporanea.