Camilleri e un cantastorie, nessuno come lui riesce ad ammaliare i lettori con i suoi racconti, narrazioni inesauribili come quelle delle Mille e una notte. Vigata e il teatro dove abitano i suoi personaggi, borghesia benpensante, poveretti ingenui, uomini di rispetto. E soprattutto donne; in questa raccolta e infatti lamore il tema dominante, declinato nelle sue innumerevoli varianti dalla passione allerotismo, dal tradimento alle situazioni boccaccesche. Letti, divani, e giacigli, sono ospitali a Vigata. E contemplano ingorghi e soprassalti. La prodigalita e un ardore di istintiva e disfrenata volutta. Si dipana come una corrente vitale a due fuochi: la passione gagliarda, che non si tiene ai limiti del ritegno; e la missione soccorrevole, da crocerossine che, per la societa e la patria, e per il proprio piacere, esercitano le opere di bene come un darsi generoso secondo le esigenze ghiotte dellappetito da soddisfare, del boccone prelibato, del ristoro, e finanche del fervoroso spolpamento. A Vigata si acclimatano divinita pagane, santi, e creature circensi: una Venere di lago e un Apollo dormiente; uno splendore di ragazza, incline alle estasi, la quale, mentre dintorno preme il mistero del trascendente, corrompe e si corrompe con i propri aromi di purezza e la sua voglia di santita, compiacendosi dei sogni lascivi, illusoriamente tattili, che tra uno spandersi di afrori di peccato mettono in comunicazione notturna il letto suo e quello del proprio confessore; le quattro svedesi equilibriste, le vichinghe volanti che, avvenenti e fascinose, montano le loro roboanti motociclette come cavallerizze da circo.Unastuta e insolente provvidenza narrativa si prende gioco delle aspettative: imbroglia, sbroglia, imprevedibile alla fine; sbrigliata come, nel dare scacco matto. Un cacciatore sbadato non sa di essere cacciato da un cacciatore per diletto. Uno sgambetto e inevitabile. Come nel caso di un libertino, che ha una carriera non proprio riposata. Ha seminato corna dappertutto. Ma il capriccio della sorte lo ossessiona. Lo confonde. Lo disorienta. Gli infligge degli scherzi di natura, che sembrano offuscare la sua gloriosa carriera. Uno zio avido e di rara bassezza morale si illude di lucrare sulla verginita di una nipote rimasta orfana. Non ha fatto i conti con le burle di una fatalita per niente cieca, che dal mitico diavolo zoppo ha, fra laltro, ereditato larte di sollevar coperchi; e di strappare le facciate alle case, le maschere, per svelare cio che in esse si nasconde. Del resto, questa diabolica provvidenza mette in campo un terremoto. Spinge sulle scale i condomini di un palazzo. E si da lagio di svelare e intrecciare, nel generale andirivieni, di piano in piano, su e giu per i pianerottoli, le storie altrimenti segrete degli inquilini.I racconti sono otto, scritti tutti in uno stato di felice e divertita creativita. Sono seppiati di una Vigata depoca, ambientati tra il 1910 e la meta del secolo, quasi. E includono unindagine del discreto commissario Bennici sulla cronaca di due fantasmi pittoreschi che avevano messo in subbuglio la giunta comunale, la cittadinanza, le testate regionali e quelle nazionali. Era linizio di uninfestazione?Salvatore Silvano Nigro.
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