Beatrice, una bambina di soli quattro anni, figlia di musicisti e amante, in particolare, del canto e del violino, si ammala allimprovviso di leucemia. Dalla Calabria, la sua famiglia raggiunge immediatamente lOspedale Bambino Gesu di Roma, dove la piccola guarisce grazie alle cure di medici eccellenti. Durante il ricovero i suoi genitori trasformano ogni difficolta in gioco, non lasciando trapelare mai le preoccupazioni e il dolore da cui sono afflitti, e consentendo in questo modo che la bambina conservi il suo meraviglioso sorriso. Da questa toccante e difficile vicenda, nasce nella mamma di Beatrice la convinzione che attraverso la scrittura sia possibile ritrovare una parvenza di normalita. Il discorso, a questo punto, si allarga fino ad analizzare il contenuto di questa parola e il suo riflesso nella quotidianita. Con alcune domande di fondo che fanno riflettere. Cose la normalita nelle nostre vite? È normale lamentarsi perche ci si annoia, perche non si e abbastanza soddisfatti della propria vita, perche tutto sembra dovuto, perche ci si sente stanchi? Per Beatrice e la sua famiglia, dopo aver conosciuto un mondo parallelo purtroppo molto affollato, appunto quello della malattia, cio che piu conta e godere pienamente della seconda vita che li vede fortunatamente protagonisti. Una rinascita esistenziale che apre lo sguardo e il cuore a quanto di bello ci circonda, lontano da egoismi e protagonismi. Insomma, la battaglia contro il mostro, che Beatrice (amorevolmente aiutata dai suoi genitori) ha combattuto e vinto, offre a tutti lopportunita di osservare il mondo da un altro punto di vista; di scoprire quanta ricchezza umana e profondita di valori esistono dove non siamo abituati a guardare. La vita e il messaggio centrale di questo libro rappresenta un dono che occorre imparare ad apprezzare, a proteggere, ad alimentare con semplici atti damore. In definitiva, e un diario coraggioso, ma soprattutto vero, di un percorso di guarigione che diventa testimonianza di grande fiducia nella medicina, nellAmore, oltre che di una profonda Fede.
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