Questo romanzo costituisce unopera letteraria singolare, in cui la storia, larte e la letteratura tessono legami cosi intimi con i personaggi da abolire ogni distanza.Il tema, anzi il mito, o metafora, del viaggio fa parte delluniverso culturale delluomo. È sofferenza, si, ma se in fondo allanimo e accolta, allora non e sventura, e catarsi. E se il viaggio e scoperta di se e daltro narrarlo e contribuire con inesauribile fecondita a una iniziazione.Un ansioso e spregiudicato collezionista che non si rassegna ad abbandonare fosse solo per pochi giorni un dipinto che ha prestato per una mostra, lo accompagna da Parigi a Ferrara. Al quadro e morbosamente attaccato (vi e raffigurata un adolescente in posa ingenua e pur maliziosa) e ne sopporta con pena il distacco per lesposizione. Luomo trascorre il tempo di due notti e un giorno peregrinando per Ferrara, dove gli spazi geometrici e inquietanti, razionali e misteriosi, in un continuo variare di ombre e luci, di nebbie e nitori, si popolano di presenze. Poeti e pittori che giungono da epoche differenti, dolcissime e dolenti figure che escono dalle pagine del Giardino dei Finzi-Contini, i bruti delle SS e della polizia fascista e i demoni che lacerano la coscienza del protagonista (lo stesso io narrante) lo seducono e lo tormentano, in un gioco di graduale discoprimento di inganni e di illusioni, di falsi piaceri e di equivoche memorie. La reverie e quella che sembra realta si mescolano, si fondono, si dilatano nei tempi dellanima, mentre luoghi, volti, voci, hanno la assoluta dimensione del "viaggio" allucinato. Nel disfacimento delle inquiete e inappaganti ricerche del piacere, nellincalzare del male che ritorna (la folla, i motociclisti, alcuni tristi figuri) a insidiare le poche immagini di splendore e purezza Micol anzitutto nel crollo dei falsi miti e maestri, si conclude una vita vuota, che ha amato nel modo piu sterile, ma ha saputo soffrire per una bellezza piagata, violata, perduta. Dissacrata Ferrara nella sua umanita piu fragrante (e Bassani e pur presente per il tributo letterario e spirituale che dedico alla citta); dissacrata la donna per lossessiva ricerca dei maschi che non e di piacere ma di possesso; dissacrata la bellezza, perche le brume, le nebbie, la notte continuano a insidiarla, resta il fuoco di un sogno, un lungo sogno, che purifica mentre denuda.(Elvira Lando)
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