Letteratura - romanzo (199 pagine) - Come la pianta che da il titolo a questo potente romanzo di ambientazione sarda, le vicende di Annesa, eroina misteriosa, degna delle migliori tragedie classiche, e al contempo originalissima nel suo spirito tormentato, si aggraticceranno intorno al vostro spirito, costringendovi a non staccare gli occhi dalla pagina.I dirupi e le grotte primitive della Barbagia avvolgono la decrepita abitazione di una famiglia nobile sul baratro della miseria, la cui sorte sembra essere riposta nelle mani di una donna sbucata dal nulla anni addietro. Annesa, bionda e impenetrabile, imbrattera la propria anima di sangue pur di salvare i propri benefattori, condannandosi a una vita di penitenza e di stenti. Non diversamente dal protagonista di Elias Portolu e da Efix del celeberrimo Canne al vento, anche Annesa rientra nella logica del delitto e castigo di dostoevskiana memoria, esplicitata gia dal grande Momigliano. Inoltre ne Ledera, come in Cenere, e una donna a caricarsi sulle spalle il peso della sofferenza e del sacrificio, a riprova del fatto che Deledda risulta lontana anni luce da quello stereotipo irrancidito che la vuole ancora rappresentare come unarcigna antifemminista. Lo stile e luminoso anche nelle pagine piu buie, perche un pulsante grido di vita riesce a pervadere ogni sfumatura, facendo intravedere in controluce la salute, per non dire la salvezza, di una societa inconsapevolmente malata.Grazia Deledda (Nuoro, 1871 Roma, 1936), nota ai piu per essere stata lunica italiana a vincere il premio Nobel per la letteratura (1926), consacro la propria esistenza alla scrittura e alla famiglia. Dopo uninfanzia e unadolescenza intensamente spese nelle terre selvagge della Sardegna centro-orientale dove, nonostante le numerose tragedie famigliari che la colpirono e il peso dei velenosi pregiudizi maschilisti sulle sue velleita artistiche, inizio precocemente a comporre racconti, brevi saggi e articoli si trasferi con il marito Palmiro Madesani, poi divenuto suo agente, a Roma, citta in cui scrisse i suoi romanzi di maggior successo, pressoche tutti ambientati nellisola sarda: Elias Portolu (1900); Cenere (1903); Ledera (1908); Canne al vento (1913); Marianna Sirca (1915); La madre (1920) e Cosima (postumo: 1937). Nonostante la sua indole schiva, che la porto a condurre sempre un menage ritirato e lontano dalla mondanita salottiera della capitale, riusci a imporsi nel panorama letterario italiano e straniero per la straordinaria forza e originalita delle sue opere.
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